Farmaci

Gli effetti antinausea ed antiemetici della cannabis

La nausea ed il vomito indotti da chemioterapia (Chemotherapy Induced Nausea and Vomiting – CINV) sono tra i sintomi più frequenti nei pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. Si manifestano in circa l’ 80% dei pazienti sottoposti a cure chemio e radioterapiche e possono sensibilmente influenzarne la qualità della vita. L’inefficacia dei farmaci antiemetici può compromettere l’andamento della terapia proposta, portando i pazienti ad interrompere trattamenti potenzialmente salvavita.

Sia la nausea che il vomito rappresentano due riflessi protettivi di base dell’organismo in risposta a determinati stimoli e atti ad evitare l’assorbimento di tossine. Il centro del vomito (vomiting center, VC)  può essere direttamente attivato da stimoli provenienti da organi di senso (stimoli nocicettivi, olfattivi, gustativi e visivi), dalla corteccia cerebrale e dal sistema vestibolare. Una volta attivato il centro del vomito, si innesca una complessa sequenza di eventi somatici e viscerali con stimoli efferenti che coinvolgono i muscoli addominali, il centro del respiro e salivare ed i farmaci antitumorali possono stimolare direttamente o indirettamente le aree dell’encefalo coinvolte.

Nausea e vomito, se non adeguatamente trattati, rappresentano un reale rischio per il paziente in chemioterapia, in quanto determinano una serie di complicanze quali disidratazione, squilibri elettrolitici/metabolici, difficoltà di concentrazione, compromissione delle difese immunitarie, etc.

  cannabis medicinale

Diversi studi evidenziano che la manipolazione del sistema endocannabinoide regola nausea e vomito in modelli animali e nell’uomo. Della capacità dei cannabinoidi nel controllare nausea e vomito si parla in ambito scientifico da metà degli anni settanta, periodo a cui risalgono gli studi del dottor Stephen Sallan sugli effetti antiemetici del THC in pazienti in cure chemioterapiche. Attualmente esistono due farmaci a base di Cannabis approvati per il trattamento di nausea e vomito in pazienti sottoposti a cure chemioterapiche. Il Nabilone e il Dronabinolo sono indicati per il trattamento della nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia in pazienti in cui la terapia antiemetica convenzionale non ha fornito un’adeguata risposta.

Una revisione sistematica di 30 studi clinici  in cui sono state valutate l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità dei cannabinoidi comparata con placebo o farmaci generalmente usati per controllare nausea e vomito (proclorperazina, metoclopramide, cloropromazina, aloperidolo, domperidone e alizapride) ha dimostrato l’utilità dei cannabinoidi nel controllare questi spiacevoli eventi che spesso si accompagnano alla terapia chemioterapica. La sintomatologia acuta sembra essere meglio controllata rispetto al pacebo e agli altri farmaci di controllo con i cannabinoidi; i dati ottenuti mostrano infatti assenza di nausea e vomito nelle prime 24 ore dopo chemioterapia in pazienti che assumono cannabinoidi. 

Il meccanismo alla base dell’attività antiemetica dei cannabinoidi non é noto. Studi sperimentali hanno tuttavia suggerito che il THC inibisca l’attività del centro del vomito a livello del midollo allungato, probabilmente attraverso la stimolazione del recettore CB1. Anche il Cannabidiolo (CBD) principale composto non psicoattivo della cannabis, sopprime nausea e vomito in un intervallo di dose limitata. 

Sono sempre più numerosi i lavori scientifici che suggeriscono che i cannabinoidi possono essere particolarmente utili nel controllare i sintomi di nausea e vomito in pazienti che non rispondo alle terapie antiemetiche convenzionali.

Autore dell'articolo: Gaia Cuomo

Sono laureata in Biotecnologie Mediche e dottore di ricerca in Endocrinologia ed Oncologia Molecolare. Mi occupo di ricerca in campo oncologico in particolare sul melanoma ed altre malattie neuroendocrine; da qualche tempo sto studiando il sistema endocannabinoide ed i potenziali usi terapeutici della Cannabis sativa in diversi modelli sperimentali di patologie umane.

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